"Cakegardenproject" cake gardens plus

 

 

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Molti, forse troppi anni sono passati da quando vidi la mia prima mostra di Pop Art a Palazzo Grassi a Venezia. Fu una folgorazione tanto ero digiuna (si, il termine in questo caso è più che mai calzante) di arte contemporanea per quanto ero imbottita di arte antica. Si disegnava e si scriveva ancora a mano e si telefonava con gli apparecchi grigi, mi pare. Antichità. 

Ma quella mostra mi colorò l’esistenza.

E quell’anno feci un figurone, quando, alla domanda durante l’esame di storia dell’arte mi fu chiesta l’ultima mostra che avevo visitato, tirai fuori con una certa aria tra lo snob e il terrorizzato…… ma quella sulla Pop Art a Venezia, naturalmente……. preistoria.

Da quel momento le torte i dolci grondanti salse colorate alla fragola o alla ciliegia di Claes Oldenburg mi sono rimaste talmente tanto impresse nella mente da essere un riferimento a quello che poteva essere per me un immaginario dolciario. Le paste di quell'epoca che riempivano i vassoi della domenica mi sembravano tristi, prive d'anima o quanto meno non traboccanti di quell'ottimismo cremoso o pannoso che invece le opere Pop mettevano in rilievo. 

[...] Continuo ancor oggi ad incantarmi nel mondo dolciastro di Wayne Thiebaund, che colorava dolcetti ancor prima di James Rosenquist o di Roy Liechtenstein. 

Chi non ha o non vorrebbe avere una piccola riproduzione delle sue torte o fette di torta adagiate su esili supporti o mostrate come vetrina del glucosio colorato sulle pareti della propria cucina? ….. oddio, un originale sarebbe meglio ma con una bella cornice possiamo accontentarci anche del poster …… Ho un’amica che espone nella sua cucina la riproduzione di Cakes and pies di Thiebaund insieme a quadri del Vesuvio in eruzione, o marine di Posillipo o il mare di Malta, un modo di raccontare ciò che è stato e che è oggi il suo mondo.

Come elemento effimero, che dura poco, la cake e la sua rappresentazione, continua a stare ancora oggi sulla cresta dell’onda e dalla Pop Art è ormai passata ad una corrente più contemporanea, la Neo Pop, con artisti come Jeff Koons (più famoso da noi come ex marito di cicciolina) o ancora l’americano Will Cotton e il suo mondo artistico che sembra quello del film “La Fabbrica di cioccolato” di Tim Burton. Tutta l’opera di Cotton è glucosica; ritratti con diademi a cupcake, paesaggi traboccanti di zuccheri filati e fiumi di cioccolata, fino a ciò che mi piace di più, le sue sculture. Cake Towers, torri dall’incerto equilibrio realizzate con sequenze di torte decorate con ghirigori quasi vittoriani.

In Italia abbiamo anche noi un’artista che fa delle cakes il suo soggetto/oggetto preferito: è Marina Calamai Un mondo di sculture ironiche, come il cupcake che non si mangia ma che ti mangia, o i suoi DOLCEmente RINASCImentale, una galleria di dolci presentati come cammei o i suoi gioielli, con una serie di anelli a forma di dolcetti, una delizia smaltata. Un lavoro che emana gioia, positività, un intelligente gioco di architetture dolci e colori che hanno un di più della visione ludica del mondo zuccheroso, una specie di riflessione quasi storica a volte del nostro essere stati e di ciò che siamo ….. quasi mangiati, divorati da un cupcake ……..che l’anno scorso, in primavera, ha esposto le sue opere in una bella mostra “CAKE THINKING” alla galleria di Palazzo Coveri a Firenze[...]

 

 

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© Marina Calamai - Via S.Spirito, 14 - 50125 Firenze (FI) - Tel 055 2396795 - Mob. 333-7395426 - E-mail: info@marinacalamai.it

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